giovedì 12 novembre 2009

Intervista a Jung. 1956

video

parte seconda
parte terza
parte quarta

Riproduco la preziosa condivisione di questo coinvolgente documento da parte di Lukeita.

sabato 24 ottobre 2009

Enciclopedia Treccani. Piano dei tagli



Segnalo qui l'articolo di Simonetta Fiori comparso su Repubblica a proposito del ridimensionamento redazionale in atto alla Treccani. E' reperibile nella rassegna stampa del sito dell'istituto. Il ciclone investirà in primo luogo il Dizionario Biografico degli italiani per proseguire lungo l'intera linea editoriale. La strategia dell'attuale presidente, Giuliano Amato, determina un radicale cambiamento nel criterio di selezione delle fonti. La consolidata tradizione prevedeva che i redattori si rapportassero con materiali forniti da studiosi accuratamente selezionati. D'ora in poi, lo stesso numero di redattori, dovrà filtrare i contenuti indistintamente provenienti da chiunque risponda al pubblico appello lanciato per reperirli.

domenica 18 ottobre 2009

'Alle 8 della sera'. Una firma per la cultura

Viene qui riportata la petizione rivolta alla Rai in cui si chiede di non eliminare il programma dal palinsesto di Radio Due. E' sufficiente apporre una firma.
Ecco un ciclo di puntate che esemplifica con quale garbo e leggerezza vengano raccontate le radici mitiche dell'occidente. C'era una volta il mito. Un programma di Maurizio Bettini riscoperto da Mariu e segnalato nel prezioso forum della Community Rai denominato 'I nostri podcast'. Come si vedrà, giunti alla home è necessario scegliere 'versione precedente di community' e da qui addentrarsi cercandosi le indicazioni.
E' del tutto evidente come anche questa fondamentale risorsa sia intenzionalmente messa ai margini dall'azienda. Tamite oculate operazioni di restyling in atto nel sito, diventa infatti assai difficile, per i nuovi iscritti, attingere al ricco patrimonio di trasmissioni riportate alla luce dagli utenti storici. Siamo dunque in presenza di una operazione politica di normalizzazione, perseguita attraverso il marketing e la selezione del target, del servizio pubblico di radiofonia.

sabato 3 ottobre 2009

Simbolismo quadrangolare. Qubba



Chiesa di San Cataldo a Palermo

Simbolismo connesso all'ordine, all'estensione materica e all'orientamento umano. Frettolosamente identificato come antitesi della figura circolare, in quanto riflettente la finitezza statica della realtà conchiusa in opposizione all'infinito rinnovarsi della dimensione ciclica, ne rappresenta piuttosto il complemento formale. Tempo e spazio sono catergorie che nell'esperienza umana si definiscono a vicenda, l'una presupponendo l'altra, nell'orizzonte unitario dell'esserci. L'architettura di origine araba dell'epoca normanna fornisce di tale interpretazione un chiaro esempio, riproponendo in termini tridimensionali la complementarietà dei due ordini simbolici nel motivo della qubba, caratterizzato dalla sovrapposizione della semisfera sulla base quadrangolare dell'edificio. La circonferenza inscritta nel quadrato ricorre nel mandala tibetano e in diverse figure 'mandaliche' dell'occidente cristiano (rosoni, decorazioni circolari nella pavimentazione delle catterdrali) pre-cristiano (croce runica, labirinti, nodi e intrecci celtici) e contemporaneo (emblemi, marchi commerciali, segnali stradali). I nativi del Nordamerica hanno sviluppato sistemi di riferimento culturale fondati sulla partizione del territorio in rapporto ai quattro punti cardinali e ai cicli lunari che ne scandiscono le stagioni. Trattandosi di culture tradizionali, tale cornice di riferimento si identifica totalmente con la religione, a sua volta coincidente con la natura, animata dal soffio vitale del Grande Spirito. Ciò ha consentito una relazione stabile e armonica con gli erbivori del territorio, i cui spostamenti determinavano il nomadismo dei cacciatori, i quali limitavano il prelievo alle necessità di sussistenza. Tale sistema rimase in equilibrio sino alla comparsa della linea ferroviara, di fronte alla quale i bisonti alterarono le rotte migratorie, compromettendo definitivamente la relazione armonica natura-uomo.
Se per i nomadi di qualsiasi latitudine l'immanenza temporale simbolizzata dalla figura circolare necessita di una geografia quadripartita per concretizzarsi in vita e cultura, il corrispondente passaggio sul piano simbolico dal cerchio al quadato si ottiene tracciando una croce i cui assi attraversino il centro della circonferenza.



In questo modo si ricava la partizione dalla quale emergono spontaneamente i quattro quadranti. Il simbolo della croce opera in tale contesto una mediazione tra i due livelli di significato. E' interessante notare in proposito come la disposizione piana delle sei facce del cubo risolva il solido regolare in una figura bidimensionale a forma di croce latina.

lunedì 28 settembre 2009

La notte delle Muse. Il declino della radio pubblica












Figurina Liebig

Il precedente articolo traeva spunto dalla soppressione dal palinsesto di Radio Due del programma 'Alle otto della sera'. Una trasmissione talmente preziosa da indurre l'editore Sellerio a pubblicarne in una sua collana le trascrizioni dei cicli di maggiore interesse. Negli stessi giorni, la Community del sito della Rai in cui gli ascoltatori si scambiavano opinioni e collegamenti alle puntate recuperate in vari formati, è stata radicalmente modificata. La nuova interfaccia denota con chiarezza la brusca sterzata verso l'intrattenimento a discapito della cultura. Radiopassioni ci restituisce con disarmante limpidezza le tappe documentate di quello che è ormai un crollo annunciato, le cui conseguenze ricadono immediatamente su chi attaraverso l'ascolto radiofonico di qualità si è strutturato una formazione autonoma, e che pertanto di questi prodotti sente viva la necessità; e soprattutto sulle generazioni future, le quali riceveranno attraverso la sottocultura del consumo il vuoto culturale che conduce allo scadimento interiore dei valori primari. Un pezzo alla volta, il macabro piano di anestetizzazione delle coscienze fortemente voluto dai discepoli di un venerabile potente, sta completando il suo percorso procedendo per progressive epurazioni. Il tempo della contemplazione è finito. E' necessario coordinare gli sforzi in difesa della lingua madre. Il forum di Radiopassioni è la sede adatta per costruire il dialogo e partecipare al dibattito sul futuro dei beni radiofonici. A partire da questo post, Museamiche affianca alla sua vocazione di osservatorio dei prodotti dell’umano sentire quella di ostello mediatico della nuova e già ostinata Resistenza.

In evidenza, dai commenti

ciao
si' ciao
spaesatamente, senza ricordi, senza futuro.
Radio, quale?
Cosi' Brecht
Amici, è notte, il silenzio ...
Il silenzio
mariu

martedì 15 settembre 2009

Radiofonia e paesaggio sonoro


Mike Buongiorno (1924 - 2009) conduttore radiofonico, televisivo e partigiano italiano
John Cage (1912 - 1992) compositore statunitense

La musica legata ai media, la musica che ci circonda e nel cui flusso siamo immersi da Elvis Presley ai Gossip di Beth Ditto, ci condiziona e vive di materia sonora tecnicamente modulata. La musica diffusa incessantemente dalle emittenti radiofoniche, nei cinema e nei supermercati a partire dagli anni Cinquanta, deve il suo aspetto sonoro, la sua qualità e il suo fascino, al processo che il suono primario subisce ad opera di strumenti elettronici concepiti negli studi di fonologia delle principali emittenti radiofoniche nazionali. Tali generatori del suono sono il frutto della ricerca sviluppata nell’alveo della radiofonia. Questo significa che dobbiamo alla radio non solo la nostra educazione all’ascolto, l’allungamento, per così dire, delle nostre orecchie in molteplici direzioni; ma anche la qualità stessa del suono in cui viviamo. Il paesaggio sonoro dell’uomo non avrebbe l’ampiezza dell’orizzonte attuale, talmente esteso da implicare al suo interno fenomeni caotici e incontrollabili come quelli atmosferici, se negli studi radiofonici non si fosse affinata la liuteria della sintesi sonora, da cui provengono gli ingredienti timbrici che colorano la nostra vita così come il vino proviene dalla vite. La radio non è solo ‘emittente’. E’ suono e materia. Materia che crea nuove sinapsi ovvero nuova intelligenza. La radio è totalità, come l’essere umano. Com’è possibile, mi chiedo, amputare fondamentali strumenti di autocoscienza come i programmi radiofonici di cultura e attualità?

domenica 12 luglio 2009

Simbolo circolare e autismo. Mongolia siberiana

Rupert Isaacson, giornalista statunitense impegnato nella difesa dei diritti umani, narra l'esperienza di cambiamento vissuta dal figlio Rowan, di cinque anni, a cui è diagnosticato il disturbo autisico. Con la moglie Kristin decide di intraprendere da Austin un viaggio in Mongolia insieme a Rowan, che ha dimostrato interesse per la cavalla Betsy. Rupert sa che in Mongolia è iniziata seimila anni fa la relazione tra il cavallo e l'uomo, e sa che nel territorio esistono uomini della medicina che praticano lo sciamanesimo. Gli stralci che seguono sono trascritti da 'la Repubblica delle Donne', n. 653 del 4 luglio 2009 (pubblicato con adattamenti da Roberto Santachiara, Agenzia Letteraria).

" ...un riflesso arancione si diffondeva dalla piccola stufa a legna al centro del grande 'tipi' circolare in pelle di renna, largo sei metri (...) Lo sciamano Ghoste si spostò nello spazio subito dietro di lui, un angolo nascosto da una una bassa cortina, infilò un braccio e ne trasse alcune erbe essiccate, che piazzò sul piatto caldo della stufa a legna, sicchè l'odore - pungente, stranamente familiare - si diffuse con il fumo nelle tenebre del 'tipi'. Poi si inginocchiò davanti a Rowan, che era tornato in grembo a Kristin, e lo percosse leggermente con il ramoscello bruciacchiato. Rowan iniziò a strillare, ma sentivo che era un riflesso. Un attimo dopo tacque e poi rise, cercando di afferrare le erbe che l'uomo gli stava strofinando sulla testa, sul collo e sulle spalle. Tulga tradusse: - Dice che Rowan ha accettato la guarigione (...) e diventerà gradualmente meno autistico fino ai nove anni (...). Dice anche che i cattivi comportamenti, le cose che vi fanno impazzire, sai... - Tulga arrossì come uno scolaretto - l'incontinenza, le scenate, cesseranno subito. - Subito?- -Si, Subito. Da oggi. Si. - Io e Kristin restammo ammutoliti (...). Rowan pianse e si divincolò, gridando: - Montagna! Restiamo sulla montagna! - - Non vuoi dire arrivederci allo sciamano? - Sembrò comprendere. - Prima diciamo arrivederci allo sciamano, poi torniamo a giocare sulla montagna? suggerii: - Si, per favore o no, grazie - - Si, per favore - Tornammo accanto al fuoco. Ricordai che una volta mi ero domandato se Rowan sarebbe riuscito a fare una cosa così semplice come tenermi per mano mentre camminava. Avevamo percorso molta strada, tutti quanti (...). Quando tornammo negli Stati Uniti, mio figlio iniziò ad andare al vasino da solo. E le crisi di pianto, l'iperattività e l'ansia, quei demoni onnipresenti che da tre anni stavano acquattati sulle spalle di Rowan, l'avevano abbandonato. Eravamo tornati a casa con un figlio completamente diverso (...) . Al suo sesto compleanno, pochi mesi dopo il ritorno dalla Mongolia, Rowan aveva così tanti amici che dovemmo organizzare una vera festa. (...). La vita sociale di Rowan era uguale a quella di qualsiasi altro bambino. All'inizio del nuovo anno, Rowan cavalcava da solo fino a due ore al giorno, fermandosi e facendo voltare i cavalli quando io aprivo i cancelli, spronandoli quando cercavano di fermarsi a pascolare e addirittura guidandoli in uno slalom tra i coni di plastica che avevo piazzato nel campo. Cavalcava come i nomadi avevano previsto. Guarigione è una parola troppo forte? Forse è meglio miglioramento. Miglioramento anzichè cura. (...). Rowan è ancora autisctico: la sua essenza i suoi talenti, sono inestricabilmente legati a questo. E' stato liberato dalle terribili disfunzioni che lo affliggevano: la sua incontinenza fisica ed emotiva, le crisi neurologiche, l'ansia e l'iperattività. Ma non è stato curato. Nè vorrei che lo fosse. 'Curarlo' nel senso di strappargli via l'autismo ora mi sembra del tutto sbagliato. Perchè non può navigare tra i due mondi, con un piede in ciascuno, come fanno tante persone neurotipiche? Pensiamo agli immigrati negli Stati Uniti, che vivono con un piede nella loro lingua e cultura materna, l'altro in occidente, e abitano in due mondi."


Tipi (teepee) è il nome dell'abitazione circolare dei nativi americani. La tenda cui si fa riferimento in questo testo, ritratta nell'immagine del post, è in realtà denominata ger (pronuncia gher) meglio nota con il termine russo yurta .

giovedì 2 luglio 2009

Simbolismo circolare. Nativi americani


"Avete osservato che tutto ciò che un indiano fa è in un circolo, e questo perchè il Potere del Mondo sempre lavora in circoli, e tutto cerca di essere rotondo. Nei tempi andati, quando eravamo un popolo forte e felice, tutto il nostro potere ci veniva dal cerchio sacro della nazione, e finchè quel cerchio non fu spezzato, il popolo fiorì. L'albero fiorente era il centro vivente del cerchio, e il circolo dei quattro quadranti lo nutriva. (...) Tutto ciò che il potere del Mondo fa lo fa in un circolo. Il cielo è rotondo, e ho sentito dire che anche la terra è rotonda come una palla, e che così sono le stelle. Il vento, quando è più potente, gira in turbini. Gli uccelli fanno i loro nidi circolari, perchè la loro religione è la setssa nostra. Il sole sorge e tramonta sempre in un circolo. La luna fa lo stesso, e tutt'e due sono rotondi. Perfino le stagioni formano un grande circolo, nel loro mutamento, e sempre ritornano al punto di prima. La vita dell'uomo è un circolo, dall'infanzia all'infanzia, e lo stesso accade con ogni cosa dove un potere si muove. Le nostre tende erano rotonde, come i nidi degli uccelli, e inoltre erano sempre disposte in circolo, il cerchio della nazione, un nido di molti nidi, dove il Grande Spirito voleva che covassimo i nostri piccoli."

John G. Neihardt, Alce Nero parla, Adelphi, 1968
Traduzione di Rodolfo Wilcock

sabato 27 giugno 2009

Simboli della ciclicità. Spirali elicoidali

Rembrandt Harmenszoon van Rijn (1606 -1669)
Filosofo in meditazione (1632)
Paris, Musée du Louvre -
Ingrandimento con il tasto sinistro

Forme ampiamente rappresentate in natura, simboleggiano nelle differenti tradizioni un percorso di trasferimento di forze. Geometricamente distinte, spirale ed elica ritrovano sul piano simbolico l'unità originariamente condivisa. L'aspetto formale sotto il quale si manifestano è infatti quello della curva che si avvita intorno a un centro. Tale stretto rapporto morfologico, e perciò simbolico, è comprovato dall'etimologia del termine 'elica', proveniente dal greco " έλιξ " ovvero 'spira'. Nel dipinto di Rembrandt l'aspetto umano, corporeo, della filosofia originaria, tesa come sappiamo al raggiungimento di una condizione soggettiva di esistenza soddisfacente per mezzo della conoscenza del vero identificato per questo con il bene, è rappresentato dalla figura del filosofo. Questi è immerso in uno stato meditativo ammorbidito dalla luce, proveniente dall'esterno e dall'alto, in un contesto figurativo arrotondato e dolce, come l'abbandono della testa e delle spalle testimoniano. Al centro della scena la corrente ascensionale del pensiero è riproposta dalle spire elicoidali della scala, che avvitandosi su sè stessa lascia sulla destra una zona completamente buia, in cui la luminosità della coscienza cede il posto all'oscurità del non pensabile. Se in natura tali strutture formali si sviluppano invariabilmente nel segno della continuità (si noti come il convolvolo che ripropone la curva dell'elica, o il guscio del nautilo che rispecchia la spirale logaritmica soggiacente alle leggi matematiche della sezione aurea, siano entrambe forme biologiche intere, compiute e conchiuse), l'esperienza umana necessita per converso di una discretizzazione dell'intero processo in stadi distinti. Ecco dunque i gradini della scala, rappresentati nell'iconografia occidentale laddove è necessaria l'evocazione dello sviluppo della coscienza. Le tappe, in qualche modo, segnano la via che l'umanità percorre. La natura può prescinderne, rappresentando essa stessa il principio unitario di cui è diretta emanazione. Tornando all'immagine di Rembrandt per seguirne la narrazione lungo la linea di provenienza della luce, si nota, all'estremo opposto della sorgente luminosa esterna, una donna intenta ad operare presso un focolare. La mano bene 'illuminata' è dipinta con dovizia di dettaglio maneggiare con perizia uno strumento. Volge le spalle alla finestra, al filosofo, e alla scala. E' protesa verso l'interno della stanza in direzione di una fonte luminosa complementare proveniente dal basso. Sembra evocare una via manuale e pratica verso la conoscenza, che perfeziona il prodotto grezzo trasmutandone per mezzo del calore la sostanza scavalcando in tal modo il processo di pensiero. Lo stesso concetto di gnosi, che ha permeato di sè le origini del cristianesimo, si denota con un sostantivo femminile. Femminile è l'incarnazione della ciclicità e femminile è parimenti il concetto di natura, ampiamente nominato nei vangeli apocrifi e che influenza intimamente la filosofia del Quattrocento. E' il segreto taciuto dal velo di Iside. E' il dogma mariano della gloriosa Assunzione, introdotto nel 1950 dalla chiesa cattolica messa alle strette dalla realtà trascendente che da sempre la precede.

sabato 23 maggio 2009

Architetture dello spirito. Jung edifica Bollingen


Il lavoro della materia come atto concreto di fede.

Radio televisione svizzera italiana.
Dal profondo dell’anima. Documentario basato su interviste ai familiari, immagini d’epoca e testi autobiografici di Carl Gustav Jung.

Risorsa multimediale in sei parti tratta da youtube per gentile segnalazione di L. A.

E' inclusa in questa pagina la prima sezione, delle restanti cinque viene di seguito fornito il puntamento.

Le intuizioni dello psicologo svizzero contenute nell’imponente lascito letterario dei suoi scritti costituiscono patrimonio immateriale dell’umanità.

Per essa sono state concepite e ad essa vanno restituite.

parte prima
video

parte seconda

parte terza

parte quarta

parte quinta

parte sesta

martedì 19 maggio 2009

Echi dell'unicorno nel Pinocchio di Collodi

E' noto che la fiaba di Collodi sia leggibile sotto differenti rapporti.
Alcuni più accessibili, legati alle concezioni educative della fine del secolo Diciannovesimo, altri più sfuggenti e decisamente trascendenti, come magistralmente illustrato da Elèmire Zolla nel brano reperibile in rete che qui si riporta. La trasformazione del legno in carne e della marionetta in persona, attraverso difficili prove iniziatiche talvolta di sapore eroico-cavalleresco-cortese, come nel caso del naufragio nel corpo del pescecane, talaltra di matrice scopertamente alchemica, come palesato nella purificazione delle monete d'oro con acqua di fonte e grano di sale, è uno schema coerente che si percepisce con limpidezza se guidati da una voce autorevole quale quella dello studioso italiano scomparso nel 2002. Un dato non ricompreso nel passo di Zolla che giova ricordare, è che nella metafisica cinese gli elementi della natura non sono in numero di quattro, come rappresentato nella tradizione occidentale, ma cinque, alla stregua dei sensi esteriori nella tradizione indoeuropea. Ad Acqua Fuoco Metallo e Terra si intepone infatti il Legno. Delineato questo quadro, vorrei collocare nella dialettica sinora tracciata il lungo naso legnoso del protagonista, il quale è reso edotto dal proprio alter-ego dama-fatina del rapporto di causa effetto tra illusione (bugia) ed acquisto di materia primordiale (legno come stadio iniziale dell'essere). Il collegamento appare precario, tuttavia un dipinto di Lucas Cranach il vecchio, pittore rinascimentale tedesco amico personale di Lutero, sembra conferirgli qualche fondamento.
In questa tavola intitolata Melanconia, di cui qui vediamo ampia parte, la figura femminile che incarna lo stadio nero, depressivo e iniziale dell'anima-materia, sta liberando dal rivestimento corticale esterno un trancio di ramo. L'atmsofera è ancora greve e terrena, come il cane adagiato al suolo suggerisce, tuttavia il sorriso ammiccante della donna allude alla potenziale rinascita come uscita da sè, dal proprio involucro legnoso. Messaggio ritenuto inadatto alle menti dei più, si preferisce riservarlo all'ambito fiabesco e infantile, come l'allusione del putto al 'ludus puerorum' rimarca.

martedì 12 maggio 2009

Simboli dell'unione dei contrari. L'unicorno



Raffaello Sanzio (1483 - 1520)
Ritratto di dama con liocorno (1505 c.a.)
Roma, Galleria Borghese
Ingrandimento con il tasto sinistro

La matrice formale è del tutto singolare: come il narvalo e il rinoceronte indiano, l'unicorno è tra gli animali un’eccezione alla regola. Più unico che raro in quanto irragiungibile, è preferito alle altre specie monocorni a rappresentare il principio unitario. Se agli animali reali è riservata la prassi magico-terapeutica, (proprietà pseudofarmacologiche del corno del rinocerionte), all’unicorno si attribuisce il rimando alla realtà metafisica dell’Uno. Entrambe queste funzioni riconducono all’interezza la dicotomia basso – alto: cure materiali declinate nelle pratiche guaritorie - cure spirituali erogate per il tramite del simbolo. Il corno tagliato rappresenta inoltre un calice, alla stregua di quello contenente il Sangue Reale, lignaggio del Cristo e chiave d’accesso all’ordine superiore (Sang Raal, San Graal). Selvaggio, si accosta unicamente alla purezza ideale. Principio spirituale ‘attivo’, irradiato dal cielo come il fulmine nella tempesta (Giorgine, 1507 c.a.), è per tale aspetto maschile. Cerca il completamento iniziatico nella vergine-dama, alla quale tende e presso il cui seno s’acquieta. Vi è quindi realizzato un doppio ‘aggiogamento’ (radice semantica del termine sanscrito yoga): del maschile al femminile, del terrestre al celeste. Dal manto cromaticamente uniforme, rappresentato con tonalità per lo più lunari, il liocorno trattiene in sé caratteristiche femminili, acquee e mercuriali, magiche e terrestri: qualità del corrispettivo sessuato di sè stesso in termini jungiani.


domenica 19 aprile 2009

L'indifferenza della natura nell'arte di Bruegel


Pieter Bruegel il Vecchio (1525/30-1569), La gazza sulla forca (1568)
Darmstaadt, Hessisches Landesmuseum.
Ingrandire con il tasto sinistro.

La dialettica degli opposti è composizione dell'intero: come il silenzio è fonte del suono, così l'indifferenza è madre dell'empatia. Bruegel deforma la prospettiva della forca creando un effetto ottico al centro della scena, zona in cui lo sguardo viene inesorabilmente attratto dall'inconguenza formale degli assi. La critica più attenta all'aspetto matematico della rappresentazione sembra seguirlo nell'equivoco, affascinata dalla genialità dell'espediente pittorico e tuttavia scarsamente attenta al volatile, ignorato quale orpello prebarocco o ridotto a semplice memento mori, come pure all'irridente risposta dell'artista, posta in basso a sinistra, sede e mano del Demonio. La natura dominatrice è appollaiata sulla tragedia nel pieno vorticare delle danze, immobile nella sua postura e totalmente indifferente anche a quelle. Nel sabba adolescenziale della popolazione vi è sentore di 'ludus puerorum', simbolo alchemico di conoscenza e conseguente trasformazione, utilizzato in occidente nella tradizione ermetica per veicolare verità non adeguate ai limiti del mentale. Stratagemma che trova il corrispettivo orientale nella tradizione Zen della pratica del Koan, proposizione paradossale affidata alla meditazione dell'allievo allo scopo di forzarne l'armatura logica e razionale del pensiero.

Riferimenti bibliografici a richiesta, per e-mail.

sabato 11 aprile 2009

Indifferenza della natura e natura dell'indifferenza



Mi chiedevo: è più importante il fatto o il commento? Verrebbe da dire il fatto. D'accordo, è chiaro.
Eppure è proprio il commento che conferisce consistenza al fatto.
Se non ci fosse il commento, cioè qualcuno che percepisce e risponde a una data realtà, il fatto non esisterebbe neppure, o almeno non nel senso che attribuiamo noi esseri umani alla parola esistenza. In assenza del commento, ovvero della presa d'atto di un dato da parte di un soggetto, il fatto non può costituire compiutamente un fenomeno, perchè una manifestazione necessita di un percipiente per essere realmente tale; rimane quindi nella dimensione materica della natura, che pur modificandosi ignora la categorie del prima e dopo, mostrando il suo vero volto al di là di quello che le proiettiamo addosso tentando di prenderci cura di lei o di controllarla. Con buona pace dei nostri piani e delle nostre intenzioni, essa resta infatti fondamentalmente indifferente.
Trasformando con una crollatina di spalle millenni di storia in polveri sottili.

sabato 4 aprile 2009

La foresta che ascolta e il prato che vede

Natura dei sensi e sensorialità della natura nella grafica esoterica di Bosch



Berlino, Staatliche Museen
Hieronymus Bosch (1450 - 1516)

Ingrandimento con il tasto sinistro

La puzza salva la vita

Due casi letterari, due personaggi dall'esistenza complessa, due apologie dell'odore del corpo.


venerdì 3 aprile 2009

L'olfatto nell'arte. Dipingere gli odori


Con approccio tipico della scultura, e cioè per via di levare, Giuseppe Arcimboldo lascia emergere l'olfatto escludendo il corpo ad eccezione del naso. Al posto delle mani una sorta di armatura vegetale, che può ipotizzarsi vuota, come in letteratura verrà dipinta da Calvino nel Cavaliere inesistente. Il resto è metafora olfattiva.


Diversa la strategia di Jan Brueghel il vecchio, il quale pone in ombra tutto ciò che nell'immagine è olfattivamente secondario, come l'edificio e gli animali da cortile, mettendo in piena luce i fiori, i mammiferi e il soggetto senziente.


Per bucare la tela ed offrirne gli aromi, Pieter Bruegel il vecchio fa leva sul timing dell'oste, attitudine indispensabile per servire un piatto mentre se ne abbranca un altro dando quasi le spalle alla tavola.

Ingrandimenti ed estensioni
Giuseppe Arcimboldo (1527 – 1593)
Jan Brueghel il vechio (1568 -1625)
Pieter Bruegel il vecchio (c 1525 -1569)

giovedì 26 marzo 2009

L'arte del timing


"Il jazz è l'arte del timing, ti insegna quando. Quando cominciare, quando attendere, quando devi farti avanti, quando devi prendere il tuo tempo - strumenti indispensabili per far felice qualcuno."

Fonti
testo
cover

Il senso del tempo nell'arte figurativa


L'atto visivo ha storia breve, il fenomeno è sincrono. La vicenda dipinta è interamente condensata in uno sguardo. Eppure il senso del tempo pulsa inafferrabile nella fruizione del vedente, partecipando a pieno titolo dell'intera esperienza estetica. Il segreto musicale del fotografo, anticipato dal Merisi, in pittura s'indovina insinuato nei chiaroscuri, si rende ascoltabile in modulazioni di colore.

sabato 14 marzo 2009

Sali di mercurio e camere oscure nella pittura del Caravaggio


Proseguendo nella spirale delle sinestesie nelle arti ecco un articolo sulle tecniche fotografiche adottate da Michelangelo Merisi, anche detto il Caravaggio. Di tutto ciò ci mette a parte la restauratrice e studiosa di storia dell'arte Roberta Lapucci, autrice del volume Caravaggio e l'ottica

Repubblica.it

Per approfondire

domenica 8 marzo 2009

Sonorità musicali e dosaggi di luce nella scrittura di Conrad


"Abbassò il coperchio della bacheca, e la serratura automatica diede un piccolo scatto secco; poi, prendendola religiosamente tra le mani, come un reliquiario, Stein andò a riportare la cassetta al suo posto, uscendo dal raggio luminoso della lampada, per entrare in un cerchio di luce più debole e sparire da ultimo nella zona più oscura della stanza. Mi fece uno strano effetto, vederlo svanire così, come se fossero bastati quei pochi passi a portarlo fuori di questo mondo concreto ma così pieno di perplessità. La sua figura snella, come se fosse stata privata della sua sostanza terrena, si chinava silenziosamente sopra cose invisibili, con movimenti dolci e indistinti; la sua voce, giungendo da quella zona remota ove egli si muoveva come un'ombra incorporea, dedita a una immateriale attività, non suonava più alta e incisiva, ma amplificata e profonda, resa più morbida e dolce dalla distanza."

La traduzione italiana di Alessandro Gallone restituisce della prosa di Conrad la capacità di utilizzare i registri espressivi della composizione musicale e della pittura.
La figura umana descritta nel brano è quella di un romantico collezionista di farfalle nel suo laboratorio. Un soggetto dai tratti eterei, sospeso dalla vita ordinaria nello slancio della ricerca e della passione. E' dunque necessario smarcarlo dall'esistenza triviale, offrirlo all'attenzione umana come suono e luce allo stato puro.
Per collocarlo al centro della scena immaginata, quella composta interiormente dal lettore, Conrad anticipa in
Lord Jim la professione dell'ingegnere del suono, evidente nello sfumando finale, recuperando l'arte del Caravaggio per suggerirne nello spazio teatrale le fantasmatiche movenze.

mercoledì 4 marzo 2009

L'Arte della Fuga - J. S. Bach


Per una prima introduzione all'opera
wikipedia

Per gli aspetti esoterici della composizione legati alla simbologia numerologica
sectioaurea_bach

Per innamorarsi della versione per quartetto d'archi leggendo un bellissimo romanzo
tealibri

Proposte di ascolto:

Emerson String Quartet
youtube

Musica Antiqua Köln (String quartett) Contrapunctus 14: Fuga a 3 soggetti (unfinished)
youtube

The Dresden String Trio - Contrapunctus VIII 2. Contrapunctus XIIIa 3. Contrapunctus XIIIbyoutube

Hesperion XX (Wind quartett) - Bruce Dickey cornetto, Paolo Grazzi oboe da caccia,Charles Toet trombon tenor, Claude Wassmer basson
youtube

Per saperne di più sulla produzione di Bach
jsbach.org

Analisi radiofoniche di preludi e fughe (in questo caso riferite a 'Il clavicembalo ben temperato')
fonte: Community Rai
I nostri Podcast

domenica 1 marzo 2009

Un approccio gestaltico allo sviluppo personale


Ricevo e volentieri condivido questa polivalente fonte di ispirazione. Oltre a descrivere con chiarezza il lavoro con i destinatari del processo interpersonale, il sito propone l'audio di un nutrito repertorio di versioni del brano Round Midnight. Una gamma di differenti realizzazioni e arrangiamenti dello stesso capolavoro. Un modo per far coincidere l'uno ed il molteplice.
Grazie a Shipmate per la cordiale segnalazione.
mimmociavarelli.it
 
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