martedì 15 settembre 2009

Radiofonia e paesaggio sonoro


Mike Buongiorno (1924 - 2009) conduttore radiofonico, televisivo e partigiano italiano
John Cage (1912 - 1992) compositore statunitense

La musica legata ai media, la musica che ci circonda e nel cui flusso siamo immersi da Elvis Presley ai Gossip di Beth Ditto, ci condiziona e vive di materia sonora tecnicamente modulata. La musica diffusa incessantemente dalle emittenti radiofoniche, nei cinema e nei supermercati a partire dagli anni Cinquanta, deve il suo aspetto sonoro, la sua qualità e il suo fascino, al processo che il suono primario subisce ad opera di strumenti elettronici concepiti negli studi di fonologia delle principali emittenti radiofoniche nazionali. Tali generatori del suono sono il frutto della ricerca sviluppata nell’alveo della radiofonia. Questo significa che dobbiamo alla radio non solo la nostra educazione all’ascolto, l’allungamento, per così dire, delle nostre orecchie in molteplici direzioni; ma anche la qualità stessa del suono in cui viviamo. Il paesaggio sonoro dell’uomo non avrebbe l’ampiezza dell’orizzonte attuale, talmente esteso da implicare al suo interno fenomeni caotici e incontrollabili come quelli atmosferici, se negli studi radiofonici non si fosse affinata la liuteria della sintesi sonora, da cui provengono gli ingredienti timbrici che colorano la nostra vita così come il vino proviene dalla vite. La radio non è solo ‘emittente’. E’ suono e materia. Materia che crea nuove sinapsi ovvero nuova intelligenza. La radio è totalità, come l’essere umano. Com’è possibile, mi chiedo, amputare fondamentali strumenti di autocoscienza come i programmi radiofonici di cultura e attualità?

6 commenti:

  1. Articolo che non necessita di nessuna aggiunta quant'è esaustivo. Per me la radio è da sempre, (dall'età di dieci anni: per voi giovani, supersonic, alto gradimento, ecc.) compagna quotidiana. Praticamente è accesa dalla mattina alla sera, ininterrottamente come fosse linfa vitale.
    Ciao

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  2. Mi piace la radio perchè porta suoni e parole senza invadere i pensieri e lascia posto all'immaginazione!

    "Amo la radio perché arriva dalla gente
    entra nelle case e ci parla direttamente
    se una radio è libera ma libera veramente
    piace anche di più perché libera la mente"

    Ciao Soundsetting

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  3. ...proprio perchè,oltre a liberare la mente, rende la mente libera!

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  4. Cari amici, è bello leggervi e sentirvi solidali su questo pregante argomento. In seguito vi proporrò alcuni nodi della rete in cui l'ascolto radiofonico viene esplorato in tutte le sue implicazioni culturali.
    Grazie
    s.

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  5. ciao
    si' ciao
    spaesatamente, senza ricordi, senza futuro.
    Radio, quale?
    Cosi' Brecht,
    http://www.radiopassioni.it/audio/prix_italia_09_fahre/fahre20090925_07.mp3
    Amici, è notte, il silenzio ...
    Il silenzio
    mariu

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  6. amo la radio, amo una certa radio che - purtroppo - si riduce quasi esclusivamente all'ascolto di RadioTreRai. Mi piace ascoltare le trasmissioni culturali (fahrenheit su tutte), lasciarmi cullare dalle parole che mi trasmettono emozioni, cultura, curiosità, voglia di sapere... mi piace lasciare che il pensiero scivoli via su quelle parole, si perda, intrecci collegamenti e spezzi trame, fino ad arrivare a punti totalmente slegati dall'argomento di partenza.
    Non sopporto le radio commerciali, con tutta quella muzak in heavy-rotation irritante, vuota, inutile...

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